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Nottue defogliatrici della barbabietola: come monitorarle con Tornatura
La protezione della barbabietola da zucchero richiede un monitoraggio costante e puntuale degli organismi dannosi che possono comprometterne lo sviluppo e la resa.
Rilevare tempestivamente la presenza di insetti fitofagi, seguirne l’evoluzione nel corso della stagione e registrare in modo ordinato le osservazioni di campo sono attività fondamentali per supportare decisioni di difesa più mirate e consapevoli. In questo contesto, le nottue defogliatrici rappresentano un gruppo particolarmente importante da monitorare. Si tratta di lepidotteri ad attività prevalentemente notturna, le cui larve possono nutrirsi dell’apparato fogliare di diverse colture.
Nel caso della barbabietola, gli attacchi più intensi possono provocare defogliazioni anche rilevanti, costringendo la pianta a rigenerare nuove foglie a discapito dell’accumulo di zuccheri nel fittone. Negli ultimi anni, fattori come l’aumento delle temperature, la maggiore disponibilità di superfici coltivate, la riduzione dei nemici naturali e la selezione di ceppi resistenti ad alcuni insetticidi hanno favorito lo sviluppo di popolazioni più consistenti.
Per questo motivo, il monitoraggio regolare in campo è uno strumento fondamentale per individuare tempestivamente la presenza degli insetti e supportare decisioni di gestione più consapevoli.
Conoscere le specie per monitorare meglio: le tre nottue da tenere sotto controllo
Per monitorare in modo efficace le nottue defogliatrici è importante saper distinguere le principali specie che possono interessare la barbabietola da zucchero. Negli ultimi anni, in particolare, tre specie hanno assunto un ruolo significativo per la bieticoltura: Autographa gamma, Mamestra brassicae e Spodoptera exigua. Il loro riconoscimento non è sempre immediato: larve e adulti possono infatti presentare colori, dimensioni e caratteristiche morfologiche simili. Tuttavia, ciascuna specie possiede alcuni elementi distintivi utili per l’identificazione in campo.
Con Tornatura è possibile registrare i dati di monitoraggio relativi a queste tre nottue, organizzando le osservazioni in modo strutturato e rendendole consultabili nel tempo:
Autographa gamma è diffusa in Europa e in parte del Nord Africa. L’adulto presenta un’apertura alare di circa 30-45 mm e ali anteriori con colorazioni variabili dal marrone al grigio. Il carattere più riconoscibile è una macchia argentata a forma di lettera greca gamma, da cui deriva il nome della specie. La larva è generalmente di colore verde chiaro, con sottili linee biancastre o giallastre lungo il corpo.
Mamestra brassicae è distribuita in gran parte dell’Europa e dell’Asia. L’adulto può raggiungere i 45 mm di apertura alare e presenta ali anteriori grigio-brune, con un aspetto marmorizzato e disegni bianchi e neri. La larva, lunga fino a 40-45 mm, ha capo bruno-rossiccio e corpo verde chiaro nelle prime età, più scuro a maturità. Un elemento caratteristico è la colorazione gialla nella parte ventrale.
Spodoptera exigua, di origine subtropicale, è leggermente più piccola rispetto alle altre specie, con un’apertura alare fino a 30-40 mm. L’adulto presenta ali anteriori grigio-marroni chiare, con due macchie reniformi rossicce. La larva può assumere colorazioni molto variabili, dal verde chiaro al marrone scuro, spesso influenzate dalla dieta. Nelle prime fasi di sviluppo le larve hanno comportamento gregario e possono essere osservate in gruppi.
Perché conoscere il ciclo biologico è importante
Per impostare una strategia di gestione efficace è fondamentale individuare il periodo di comparsa degli adulti e seguire l’andamento delle catture nel tempo. Le tre specie volano principalmente di notte e alcune sono in grado di compiere spostamenti anche su lunghe distanze.
Mamestra brassicae è considerata più stanziale e in Italia compie generalmente due generazioni all’anno. Gli adulti iniziano a comparire in primavera, mentre le larve di prima generazione possono essere osservate in campo dall’inizio dell’estate.
Autographa gamma è osservabile in volo da maggio a ottobre. In condizioni favorevoli può completare più generazioni nel corso della stagione, aumentando la pressione sulla coltura.
Spodoptera exigua, specie migratrice, può essere osservata in Italia da aprile a novembre. Normalmente compie tre generazioni all’anno, ma temperature elevate e condizioni ambientali favorevoli possono favorire un numero maggiore di generazioni.
Questi aspetti rendono particolarmente importante un monitoraggio continuativo, capace di seguire l’evoluzione delle popolazioni durante tutta la stagione colturale.
Dal danno fogliare alla decisione di intervento
Il danno provocato dalle nottue defogliatrici è legato soprattutto all’attività delle larve, che si alimentano delle foglie della barbabietola. Nei casi più gravi, la defogliazione può lasciare intatte solo le nervature principali e il picciolo, riducendo in modo significativo la superficie fotosintetica della pianta. Per la coltura, la perdita di apparato fogliare rappresenta un costo energetico importante: la pianta è costretta a produrre nuove foglie, sottraendo risorse all’accumulo di zuccheri nel fittone. In alcune situazioni, le lesioni possono interessare anche la radice, aumentando ulteriormente l’impatto sulla produzione.
Per questo, il monitoraggio deve combinare più livelli di osservazione. Le trappole a feromoni specifiche per ciascuna specie, da posizionare indicativamente tra aprile e maggio, consentono di seguire la presenza degli adulti e l’andamento dei voli. A queste attività è utile affiancare controlli visivi periodici sulle piante, per individuare tempestivamente ovature e larve. Secondo i criteri indicati dal Servizio fitosanitario dell’Emilia-Romagna, la soglia di intervento è rappresentata dalla presenza di 2-3 larve per pianta, con distruzione del 10% dell’apparato fogliare.
Con Tornatura il monitoraggio è più semplice e strutturato
Raccogliere i dati in modo ordinato, direttamente durante le attività in campo, è essenziale per seguire l’andamento delle infestazioni e valutare il momento più opportuno per intervenire.
Con Tornatura, il monitoraggio delle nottue defogliatrici diventa un processo semplice e strutturato: agricoltori e tecnici possono registrare le osservazioni relative ad Autographa gamma, Mamestra brassicae e Spodoptera exigua, associando ogni rilevamento alla specie monitorata, alla coltura e alle condizioni osservate in campo:
1. Selezionare la categoria “insetto” e poi scegliere fra “Autographa gamma”, “Spodoptera exigua” o “Mamestre brassicae”
2. Scegliere il tipo di monitoraggio (pianta, trappola)
3. Consultare le istruzioni operative disponibili
4. Indicare la fase fenologica della coltura
5. Specificare se è stato effettuato un trattamento fitosanitario
6. Eseguire il conteggio numerico di larve e adulti direttamente in campo
7. Concludere il rilevamento
Una volta completati i rilevamenti, la Dashboard del campo fornisce un riepilogo dei dati raccolti. Inoltre, un grafico mostra l’andamento nel tempo delle osservazioni effettuate. L'archivio resta sempre a disposizione dell'utente per consultazioni future.
Dati di campo per una difesa più consapevole
Nel caso delle nottue defogliatrici, intervenire al momento giusto è fondamentale. Alcuni strumenti di controllo, come Bacillus thuringiensis, risultano infatti più efficaci sulle larve giovani, rendendo il monitoraggio precoce un elemento chiave per una gestione razionale.
Tornatura permette di registrare in modo semplice e strutturato le osservazioni effettuate in campo, associando ogni rilevamento alla specie monitorata, alla fase fenologica della coltura, alla tipologia di controllo eseguito e all’eventuale trattamento fitosanitario. In questo modo, i dati raccolti non restano informazioni isolate, ma diventano uno storico consultabile e confrontabile nel tempo.
Attraverso la Dashboard, agronomi e agricoltori possono visualizzare l’andamento delle osservazioni, seguire l’evoluzione delle catture o della presenza larvale e disporre di un quadro più chiaro per valutare se e quando intervenire.
Tornatura supporta così una difesa più tempestiva, documentata e consapevole, trasformando il monitoraggio delle nottue in un processo ordinato, tracciabile e utile alle decisioni operative
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Pubblicato il 03.07.2026