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Cleono della bietola: come monitorarlo con Tornatura
Tra gli insetti che minacciano la coltivazione della barbabietola da zucchero, il cleono della bietola rappresenta uno dei più insidiosi.
La particolarità del cleono è che gran parte del suo ciclo biologico si svolge nel terreno, rendendo spesso difficile individuare tempestivamente la presenza dell'insetto e valutare l'entità dell'infestazione. Per questo motivo il monitoraggio assume un ruolo fondamentale all'interno di una strategia di difesa sostenibile.
Che cos'è il cleono e quali danni provoca
Il ciclo biologico del cleono prevede una sola generazione all'anno. Gli adulti iniziano la loro attività all'inizio della primavera, generalmente nei primi giorni di marzo. In questa fase si nutrono dei giovani germogli di barbabietola, provocando le prime erosioni fogliari.
Dopo l'accoppiamento, le femmine depongono le uova nel terreno e in modo scalare dalla fine di aprile fino ai primi giorni di luglio. Dopo circa dieci giorni le uova si schiudono e le larve si dirigono verso il fittone, dove iniziano ad alimentarsi.
I danni più gravi sono proprio causati dalle larve. Inizialmente provocano erosioni superficiali sulla radice, ma con il passare delle settimane scavano gallerie sempre più profonde all'interno del fittone. Questa attività determina una riduzione dell'accumulo zuccherino e una perdita di peso delle radici. Inoltre, le lesioni create favoriscono l'ingresso di patogeni responsabili di marciumi che possono compromettere completamente la qualità del prodotto.
Le larve si alimentano per circa due mesi prima di impuparsi nel terreno. I nuovi adulti emergono tra agosto e ottobre e successivamente si rifugiano nuovamente nel suolo per superare l'inverno.
Le condizioni climatiche giocano un ruolo importante nello sviluppo dell'insetto: stagioni particolarmente calde e siccitose tendono infatti a favorire l'attività larvale e ad aumentare il rischio di danni alla coltura.
L'importanza del monitoraggio
Poiché le larve vivono e si sviluppano all'interno del terreno, il monitoraggio diretto risulta particolarmente complesso. Per questo motivo l'attenzione si concentra principalmente sugli adulti, la cui presenza può fornire indicazioni preziose sull'andamento dell'infestazione.
Il metodo più utilizzato consiste nell'impiego di vasetti trappola o trappole a caduta, posizionate lungo il perimetro degli appezzamenti. Questi dispositivi consentono di intercettare gli adulti durante i loro spostamenti e di valutarne la presenza nel campo.
Parallelamente è importante effettuare osservazioni dirette sulle piante. Gli adulti lasciano infatti sulle foglie caratteristiche rosure a forma di mezzaluna, facilmente riconoscibili durante i controlli visivi.
Come monitorare il cleono con Tornatura
La digitalizzazione delle attività di monitoraggio permette oggi di raccogliere dati in modo più semplice, preciso e organizzato. Tornatura supporta agronomi e agricoltori nella registrazione delle osservazioni direttamente in campo, trasformando i rilevamenti in informazioni facilmente consultabili e confrontabili nel tempo.
Per iniziare, basta scegliere il tipo di monitoraggio (pianta o trappola), indicare la fase fenologica della coltura ed eseguire il conteggio numerico di larve e adulti.
Una volta completate le osservazioni, Tornatura organizza automaticamente tutte le informazioni raccolte all'interno della Dashboard del campo. Qui è possibile consultare riepiloghi dettagliati e visualizzare grafici sull'andamento delle popolazioni.
Inoltre, lo storico dei monitoraggi rimane sempre disponibile, consentendo di analizzare l'evoluzione delle infestazioni negli anni e migliorare progressivamente le strategie di gestione.
Dati migliori per decisioni migliori
La gestione moderna delle colture richiede strumenti che consentano di prendere decisioni basate su dati oggettivi e aggiornati. Nel caso del cleono della bietola, il monitoraggio rappresenta il primo passo per individuare tempestivamente il rischio e intervenire in modo consapevole.
Pubblicato il 03.06.2026